Fonte: brani tratti dall'articolo su "Orizzonte Scuola" 19/11/2009 - di Giulia Boffa
Una recente indagine dimostra che il 67% dei laureati italiani ignora che siamo il secondo Paese manifatturiero in Europa dopo la Germania. È un dato che fa riflettere e ha una spiegazione: negli ultimi vent'anni si sono verificati due fenomeni contradditori. Da un lato l'impresa, per vincere la competizione internazionale, ha investito sui talenti e l'incidenza dei tecnici sul totale degli occupati è raddoppiata, passando dal 12 al 22%, una quota superiore addirittura a quella tedesca. Dall'altro lato, negli stessi anni, è avvenuto il sorpasso degli iscritti ai licei sugli studenti che scelgono l'istruzione tecnica. E oggi, nonostante la crisi, mancano all'appello 76mila tecnici che le industrie richiedono ma non trovano (erano 181.00 prima della crisi) .
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La cultura tecnica dell'Italia è un patrimonio inestimabile. L'Italia detiene il primato in molti settori produttivi che hanno fatto grande il made in Italy. Questo patrimonio si è accumulato grazie ai nostri istituti tecnici, da cui escono i profili determinanti per lo sviluppo del sistema produttivo.
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Ma l'Italia, per poter mantenere questi primati ha bisogno di rafforzare la cultura tecnica e il progresso del nostro Paese è affidato alla riforma del sistema dell'istruzione tecnica, che deve avvenire in modo efficace evitando partenze disordinate che risulterebbero molto negative. ...